La giornata è iniziata con il ferale cartello della scuola materna che avvisava di nuovi casi di pediculosi ed io sono ripiombata nel girone che l'ultima volta mi ha portato quasi un esaurimento nervoso. Succede che, almeno in questa città, per quanto si scelga una scuola fighetta per i propri figlio, si combatte tutto l'anno con questa peste dei cuoio capelluto, pare portata da lontano, anzi, secondo i più aperti di mente, figlia dell'integrazione. Comunque stiano le cose o le cause ultime, quando si entra nel girone del pidocchio la mamma perfetta deve: controllare ogni giorno la testolina del proprio bimbo che si agita sulla sedia, scalpita, si gira e frigna per il sopruso, eventualmente procedere al trattamento che prevede la cuffietta da tenere in testa per almeno mezz'ora, naturalmente scartare le soluzioni pseudonaturalistiche e affidarsi alla chimica pura di sintesi, rimuovere tutte le lendini, lavare i capelli del malcapitato e . . . preparare i sacchi! Si, i sacchi della spazzattura pieni di tutti i capi con cui la santa testolina del nostro pargolo è venuta a contatto per evitare la diffusione. Lenzuola e federe, copridivani, giacche e giachette, maglie e maglioni, sciarpe e cappelli. O lavare o lasciare nel sacco per 48 ore, di più è meglio.
Ripetere il controllo dopo tre o quattro giorni. Nel mese di novembre in classe di mia figlia c'erano stati 18 casi, due volte la mia piccola. Pare che come per le zanzare ci siano persone predisposte alla puntura del malefico insetto, con il sangue dolce, come si dice.La prospettiva mi ha già piegata.