mercoledì 31 gennaio 2007

il girone dei pidocchi

La giornata è iniziata con il ferale cartello della scuola materna che avvisava di nuovi casi di pediculosi ed io sono ripiombata nel girone che l'ultima volta mi ha portato quasi un esaurimento nervoso. Succede che, almeno in questa città, per quanto si scelga una scuola fighetta per i propri figlio, si combatte tutto l'anno con questa peste dei cuoio capelluto, pare portata da lontano, anzi, secondo i più aperti di mente, figlia dell'integrazione. Comunque stiano le cose o le cause ultime, quando si entra nel girone del pidocchio la mamma perfetta deve: controllare ogni giorno la testolina del proprio bimbo che si agita sulla sedia, scalpita, si gira e frigna per il sopruso, eventualmente procedere al trattamento che prevede la cuffietta da tenere in testa per almeno mezz'ora, naturalmente scartare le soluzioni pseudonaturalistiche e affidarsi alla chimica pura di sintesi, rimuovere tutte le lendini, lavare i capelli del malcapitato e . . . preparare i sacchi! Si, i sacchi della spazzattura pieni di tutti i capi con cui la santa testolina del nostro pargolo è venuta a contatto per evitare la diffusione. Lenzuola e federe, copridivani, giacche e giachette, maglie e maglioni, sciarpe e cappelli. O lavare o lasciare nel sacco per 48 ore, di più è meglio.
Ripetere il controllo dopo tre o quattro giorni. Nel mese di novembre in classe di mia figlia c'erano stati 18 casi, due volte la mia piccola. Pare che come per le zanzare ci siano persone predisposte alla puntura del malefico insetto, con il sangue dolce, come si dice.La prospettiva mi ha già piegata.

martedì 30 gennaio 2007

la mia slovena

Stamattina è dedicata alle pulizie e così tutti i martedì. La mia Daniza si presenta alle 7.30 in punto e mi rivoluziona la casa fino alle 13.30 come un vulcano in piena, senza curarsi dei quadri che lascia a 3/4, delle prese della corrente che stacca dal muro, dei piccoli oggetti che aspira con il suo (mio) potente mezzo. Tra di noi corre sul filo un a sottile guerra di nervi: la questione detersivi. Più se ne usa, meno "spussa". E che siano detersivi di lusso, giammai quelli economici! Tanto vale anche per i suoi panni: solo swiffer o in microfibra, ma minimo devono costrare 7,50 €, altrimenti sicuramente non sono buoni. Il nostro miglior tenzone si è giocato sull'aspirapolvere: naturalmente ha vinto lei, ma solo a metà. La questione è che avevo un'aspirapolvere da 60 euro, inconcepibile, inaccettabile, asolutamente fuori luogo. Per un anno ha insistito sulla necessità di uno nuovo e così ho ceduto. Ho speso ben 150 euro, per me già una follia, ma sapevo che era assolutamente insufficiente. Così, appena l'ha visto, con il sopracciglio alzato, mi ha fatto la fatidica domanda: quanto costa? Lo scioccone di mio marito si è precipitato a dirle il vero prezzo, ma io, lesta, l'ho subito corretto, duplicando. Da allora andiamo molto più daccordo, non fosse che ad ogni giro mi consuma una bottiglietta intera di Viakal. Sospetto che la beva.

lunedì 29 gennaio 2007

una giornata tipo

A volte è necessaria una grande forza d'animo, una energia illimitata per affrontare anche le cose che sembrano più banali.
Non compio nessuna impresa eroica, ma mi sento sempre ai limiti delle mie possibilità: lava e vesti le bimbe, esci e portale a scuola, fai la spesa e prepara pranzo e cena, lava e stira, correggi le tesi e programma i seminari, scrivi il nuovo articolo che ti hanno assegnato, vai a riprendere la grande a scuola, torna e convinci tutte e due a fare la nanna del pomeriggio. E poi passa il pomeriggio con loro, cercando di giocare perchè vogliono mamma, ma anche di lavarle, cambiarle, portarle in bagno a fare pipì e preparare cena, e metterle a nanna di nuovo.
Sembra un incubo visto così, no? Eppure è quello che fanno tutte le mamme del mondo ed io mi sento incapace di tenere il ritmo senza essere una madre nervosa, stanca, isterica, pretenziosa. La maestra della mia grande (tre anni) mi ha detto che è molto pigra, demotivata all'indipendenza, ha fatto capire che pretendo troppo da lei e la rimprovero troppo.
E' vero, sono con lei come i miei sono stati con me. Me ne rendo conto e non riesco a spezzare la catena. Ma chi dice che basta capire le ragioni di un comportamento per cambiarlo?

domenica 28 gennaio 2007

il mio mito si chiama Ausilia

Il mio risveglio è sempre piuttosto traumatico.
Di solito la mia bimba di tre anni corre sul mio letto e grida feroce: svegliati!!!
In quel preciso istante, a metà strada fra la coscienza e il torpore, io penso ad Ausilia. La donna perfetta, il mio mito personale.
Lei, si sveglia alle 6 del mattino e prepara la colazione e il pranzo per i suoi, lava e veste le sue due bimbe sotto i tre anni, le porta in auto dalla nonna (naturalmente ha anche già rifatto i letti e disfatto la tavola della colazione). Prosegue verso il posto di lavoro, dove è carrierista, una brava traduttrice, naturalmente, e resta lì fino alle sei. Prende l'auto, ritira le piccole, corre a casa, prepara la cena, 3 portate naturalmente, sfama la famigliola felice. Sparecchia, dà una pulita al piano terra (sì perchè abita in una casetta a tre piani, sempre linda e pinta, ordinatissima e profumata e . . . non ha personale di servizio), lava le piccole, le mette a nanna e dalle 10 a mezzanotte . . . stira! sì, lei la sera stira e sistema gli abiti che ha stirato e mette su un'altra lavatrice. E il sabato si dedica alle grandi pulizie della casa, la sera esce con gli amici, e la domenica organizza pranzi con i suoi e la sera ama girare per il museo del cinema e altre manifestazioni culturali. Tutto da sola.
Mi vergogno di me stessa: sono le sette e trenta del mattino e inizia la mia vorticosa giornata, all'inseguimento del mio mito personale.