domenica 18 marzo 2007

La piscina

Quasi tutte le mammine della città portano i propri piccolissimi in piscina. Ne dicono meraviglie. Io non ho la forza di andare al supermercato con mia figlia, figurati . . . comunque! con la più grande non mi ha mai sfiorato l'idea di provare il supermammismo acquatico, ancora adesso urla da paura se le fai la doccia. Con la piccola . . . pareva più incline e così . . . mi sono lanciata. Sacco bulgaria anni 70 in spalla, accappatoi, pannolino per il cambio, cuffietta, biancheria e ciuccio. L'ambiente è rilassante, madri e padri sorridono con i pepè in braccio, io con tutte le mie cose fuori del sacco inseguo la mia papera, che non esita ad entrare dappertutto. Ti dicono che in ambienti nuovi i bimbi restano vicini alla mamma finchè non si sentono rilassati prendono confidenza con il nuovo. La mia piccola non esita un secondo e, urlando come una sciamannita, corre ovunque, felice di non essere nella gabbia dorata della sua casetta. Insomma, finalmente la prendo: lei in braccio, lo zaino aperto in spalla, le scarpe in mano, le chiavi dell'armadietto in bocca. Ci cambiamo in modo rocambolesco e di filata siamo in doccia. Lei detesta la doccia e urla come se la stessi scotennando. La serenità dell'ambiente ne risente. Poi in piscina è un angelo, mi abbraccia e nuota come un pescetto. La brace sotto la cenere. Al momento di uscire, l'orbe terraquo è di nuovo scosso da urla indicibili, lei non accetta di uscire dall'acqua. Arrancando e scivolando porto in braccio il pepè che si dimena, e nello spogliatoio ci cambiamo. Non si può aspettare di asciugare i capelli e così esco con una specie di crocchio bagnato, con lo zaino bulgaro e l'aria stravolta. Mio marito mi chiede perchè non vado più spesso dal parrucchiere.