Quasi tutte le mammine della città portano i propri piccolissimi in piscina. Ne dicono meraviglie. Io non ho la forza di andare al supermercato con mia figlia, figurati . . . comunque! con la più grande non mi ha mai sfiorato l'idea di provare il supermammismo acquatico, ancora adesso urla da paura se le fai la doccia. Con la piccola . . . pareva più incline e così . . . mi sono lanciata. Sacco bulgaria anni 70 in spalla, accappatoi, pannolino per il cambio, cuffietta, biancheria e ciuccio. L'ambiente è rilassante, madri e padri sorridono con i pepè in braccio, io con tutte le mie cose fuori del sacco inseguo la mia papera, che non esita ad entrare dappertutto. Ti dicono che in ambienti nuovi i bimbi restano vicini alla mamma finchè non si sentono rilassati prendono confidenza con il nuovo. La mia piccola non esita un secondo e, urlando come una sciamannita, corre ovunque, felice di non essere nella gabbia dorata della sua casetta. Insomma, finalmente la prendo: lei in braccio, lo zaino aperto in spalla, le scarpe in mano, le chiavi dell'armadietto in bocca. Ci cambiamo in modo rocambolesco e di filata siamo in doccia. Lei detesta la doccia e urla come se la stessi scotennando. La serenità dell'ambiente ne risente. Poi in piscina è un angelo, mi abbraccia e nuota come un pescetto. La brace sotto la cenere. Al momento di uscire, l'orbe terraquo è di nuovo scosso da urla indicibili, lei non accetta di uscire dall'acqua. Arrancando e scivolando porto in braccio il pepè che si dimena, e nello spogliatoio ci cambiamo. Non si può aspettare di asciugare i capelli e così esco con una specie di crocchio bagnato, con lo zaino bulgaro e l'aria stravolta. Mio marito mi chiede perchè non vado più spesso dal parrucchiere.
domenica 18 marzo 2007
mercoledì 14 febbraio 2007
Ho dimenticato mia figlia a scuola
E' successo che da brava donna perfetta mi sono messa a lavorare nella pausa pisolo, la piccolina dormiva, il maritino pure, ed io mi sentivo brava brava a far fruttare anche la mia unica ora di riposo. E sono stata così efficiente da farmi prendere la mano, un raro momeno creativo in cui discettavo polemica sul trattamento dell'assegno divorzile (è posibile sostenere che se lo paghi mensilmente lo puoi dedurre dal reddito, mentre se decidi di pagarlo subito in unica soluzione no?), finchè mi cade l'occhio sull'orologino del computer: quasi le quattro! AAAARG. Mia fliglia esce alle tre e mezza! Corro a infilarmi le scarpe e la giacca, fuggo con le ali ai piedi verso la scuola (salitona e mooolte scale), arrivo trafelata, pregando che non fosse rimasta sola a piangere. Per fortuna c'era ancora qualche bimba e giocava serena. Proprio non sono una mamma perfetta.
PS per i commentatori: il maritino è una gemma, ma l'ironia è il sale e pepe del nostro rapporto. Ed essere meno smaccatamente di parte? Baci a luca e mary.
domenica 11 febbraio 2007
la proprietà privata è un furto
Questo principio è applicato alla lettera da mio marito. Peccato che si limiti solo alle mie di cose.
Succede così, come diceva Totò, che quello che è suo e suo, mentre quello che è mio è anche suo!
Succede così, come diceva Totò, che quello che è suo e suo, mentre quello che è mio è anche suo!
Abbiamo iniziato con il notebook: lui ha il suo fantastico Apple, io un semplice Hp. La sua meraviglia è inaccessibile, la mia è divisa in due partizioni: Windows per me e Linux per lui. Sennonchè anche la parte Windows è suddivisa in due utenti: una a forma di cane, per il suo papà, ed una a forma di papera, per me. Ma anche quest'ultima parte, inutile dirlo, contiene sue cartelle documenti, programmi e, naturalmente, ci smanetta a più non posso.
Abbiamo continuato con il mio Looxor, scooterino 50 assolutamente necessario, a suo dire al momento dell'acquisto, per me che non guido e che ho necessità di indipendenza. Bah! nel mio regime da sopravvivenza urbana non ho il tempo per i giretti, comunque . . . compro il motorino e lui lo usa quotidianamente per andare a lavoro o quant'altro. Ci mette la benzina, ma si è assolutamente ribellato per l'assicurazione: anche se lo uso una volta al mese (seppure) è pur sempre mio, no?
Infine, il prossimo mese arriverà il mio nuovo portatile, un Vaio, si accettano scommesse su quante parti occuperà.
Per inciso, a luca e mary: è anche una rana dalla bocca larga larga!!!!
lunedì 5 febbraio 2007
non ho fatto il vaccino antinfluenzale
E sono stata a letto tre giorni con mal di gola e febbre. Le mie nanette mi giravano intorno tipo squali, non potendosi rassegnare alla mia vacanza da loro, e ad occuparsi di tutto "la dolce e simpatica" suocera. Perchè non mi sono vaccinata? Colpa degli Inglesi che suggerivano di non vaccinarsi se non si è soggetti cagionevoli, altrimenti si allentano le difese immunitarie e l'organismo non combatte più da solo. Sarà sicuramente giustissimo, ma un sostegno negli anni di fuoco di una mamma poteva pure passare. Nossignore, le donne perfette sono anche salutiste e se necessario soffrono con dignità!
Naturalmente si fa per dire, ero nervosa, insopportabile, intrattabile, lacrimevole ed ho pure cioccato con mio marito. Stufo del continuo battibecco, mi ha sopresa dicendomi che così si logora il rapporto e non dobbiamo rovinare tutto, perchè il fondo è buono. Ma cosa siamo? una minestra, forse? Lasciamo perdere il confronto che si potrebbe passare a parlare di riscaldamenti delle minestre e sarebbe veramente troppo. Le mogli perfette non si lamentano, recriminando continuamente su un passato di cavalleria e un presente di pressapochismo. Bene, cercherò di tenerlo a mente.
mercoledì 31 gennaio 2007
il girone dei pidocchi
La giornata è iniziata con il ferale cartello della scuola materna che avvisava di nuovi casi di pediculosi ed io sono ripiombata nel girone che l'ultima volta mi ha portato quasi un esaurimento nervoso. Succede che, almeno in questa città, per quanto si scelga una scuola fighetta per i propri figlio, si combatte tutto l'anno con questa peste dei cuoio capelluto, pare portata da lontano, anzi, secondo i più aperti di mente, figlia dell'integrazione. Comunque stiano le cose o le cause ultime, quando si entra nel girone del pidocchio la mamma perfetta deve: controllare ogni giorno la testolina del proprio bimbo che si agita sulla sedia, scalpita, si gira e frigna per il sopruso, eventualmente procedere al trattamento che prevede la cuffietta da tenere in testa per almeno mezz'ora, naturalmente scartare le soluzioni pseudonaturalistiche e affidarsi alla chimica pura di sintesi, rimuovere tutte le lendini, lavare i capelli del malcapitato e . . . preparare i sacchi! Si, i sacchi della spazzattura pieni di tutti i capi con cui la santa testolina del nostro pargolo è venuta a contatto per evitare la diffusione. Lenzuola e federe, copridivani, giacche e giachette, maglie e maglioni, sciarpe e cappelli. O lavare o lasciare nel sacco per 48 ore, di più è meglio.
Ripetere il controllo dopo tre o quattro giorni. Nel mese di novembre in classe di mia figlia c'erano stati 18 casi, due volte la mia piccola. Pare che come per le zanzare ci siano persone predisposte alla puntura del malefico insetto, con il sangue dolce, come si dice.La prospettiva mi ha già piegata.
martedì 30 gennaio 2007
la mia slovena
Stamattina è dedicata alle pulizie e così tutti i martedì. La mia Daniza si presenta alle 7.30 in punto e mi rivoluziona la casa fino alle 13.30 come un vulcano in piena, senza curarsi dei quadri che lascia a 3/4, delle prese della corrente che stacca dal muro, dei piccoli oggetti che aspira con il suo (mio) potente mezzo. Tra di noi corre sul filo un a sottile guerra di nervi: la questione detersivi. Più se ne usa, meno "spussa". E che siano detersivi di lusso, giammai quelli economici! Tanto vale anche per i suoi panni: solo swiffer o in microfibra, ma minimo devono costrare 7,50 €, altrimenti sicuramente non sono buoni. Il nostro miglior tenzone si è giocato sull'aspirapolvere: naturalmente ha vinto lei, ma solo a metà. La questione è che avevo un'aspirapolvere da 60 euro, inconcepibile, inaccettabile, asolutamente fuori luogo. Per un anno ha insistito sulla necessità di uno nuovo e così ho ceduto. Ho speso ben 150 euro, per me già una follia, ma sapevo che era assolutamente insufficiente. Così, appena l'ha visto, con il sopracciglio alzato, mi ha fatto la fatidica domanda: quanto costa? Lo scioccone di mio marito si è precipitato a dirle il vero prezzo, ma io, lesta, l'ho subito corretto, duplicando. Da allora andiamo molto più daccordo, non fosse che ad ogni giro mi consuma una bottiglietta intera di Viakal. Sospetto che la beva.
lunedì 29 gennaio 2007
una giornata tipo
A volte è necessaria una grande forza d'animo, una energia illimitata per affrontare anche le cose che sembrano più banali.
Non compio nessuna impresa eroica, ma mi sento sempre ai limiti delle mie possibilità: lava e vesti le bimbe, esci e portale a scuola, fai la spesa e prepara pranzo e cena, lava e stira, correggi le tesi e programma i seminari, scrivi il nuovo articolo che ti hanno assegnato, vai a riprendere la grande a scuola, torna e convinci tutte e due a fare la nanna del pomeriggio. E poi passa il pomeriggio con loro, cercando di giocare perchè vogliono mamma, ma anche di lavarle, cambiarle, portarle in bagno a fare pipì e preparare cena, e metterle a nanna di nuovo.
Sembra un incubo visto così, no? Eppure è quello che fanno tutte le mamme del mondo ed io mi sento incapace di tenere il ritmo senza essere una madre nervosa, stanca, isterica, pretenziosa. La maestra della mia grande (tre anni) mi ha detto che è molto pigra, demotivata all'indipendenza, ha fatto capire che pretendo troppo da lei e la rimprovero troppo.
E' vero, sono con lei come i miei sono stati con me. Me ne rendo conto e non riesco a spezzare la catena. Ma chi dice che basta capire le ragioni di un comportamento per cambiarlo?
domenica 28 gennaio 2007
il mio mito si chiama Ausilia
Il mio risveglio è sempre piuttosto traumatico.
Di solito la mia bimba di tre anni corre sul mio letto e grida feroce: svegliati!!!
Di solito la mia bimba di tre anni corre sul mio letto e grida feroce: svegliati!!!
In quel preciso istante, a metà strada fra la coscienza e il torpore, io penso ad Ausilia. La donna perfetta, il mio mito personale.
Lei, si sveglia alle 6 del mattino e prepara la colazione e il pranzo per i suoi, lava e veste le sue due bimbe sotto i tre anni, le porta in auto dalla nonna (naturalmente ha anche già rifatto i letti e disfatto la tavola della colazione). Prosegue verso il posto di lavoro, dove è carrierista, una brava traduttrice, naturalmente, e resta lì fino alle sei. Prende l'auto, ritira le piccole, corre a casa, prepara la cena, 3 portate naturalmente, sfama la famigliola felice. Sparecchia, dà una pulita al piano terra (sì perchè abita in una casetta a tre piani, sempre linda e pinta, ordinatissima e profumata e . . . non ha personale di servizio), lava le piccole, le mette a nanna e dalle 10 a mezzanotte . . . stira! sì, lei la sera stira e sistema gli abiti che ha stirato e mette su un'altra lavatrice. E il sabato si dedica alle grandi pulizie della casa, la sera esce con gli amici, e la domenica organizza pranzi con i suoi e la sera ama girare per il museo del cinema e altre manifestazioni culturali. Tutto da sola.
Mi vergogno di me stessa: sono le sette e trenta del mattino e inizia la mia vorticosa giornata, all'inseguimento del mio mito personale.
Iscriviti a:
Post (Atom)